Rosalia Lombardo, la piccola mummia palermitana

La vera storia di Rosalia Lombardo, “a picciridda“. Così, affettuosamente, la chiama ancora qualche anziano, in una Palermo che non smette mai di stupire.

Parliamo di Rosalia Lombardo, la piccola, bellissima, mummia palermitana.

Rosalia Lombardo la mummia palermitana
La piccola Rosalia Lombardo, la “Bella Addormentata”, riposa nel suo sonno lungo oltre 100 anni

Da molti è considerata la mummia più bella al mondo e, certamente, il corpicino imbalsamato della piccola Rosalia suscita tanta tenerezza, per la sua bellezza ma anche per la sua triste e brevissima vita.

La storia

Ma chi era la piccola Rosalia Lombardo? Una bimba bellissima quanto sfortunata, figlia di Maria Cara Lombardo e Mario Lombardo, che nel secolo scorso morì prematuramente, lasciando i genitori in uno straziante dolore.

Oggi conosciuta da molti palermitani con il nomignolo affettuoso “a picciridda“, è morta a soli 24 mesi, a causa di una polmonite fulminante.

Il suo corpicino venne imbalsamato, per volere della famiglia, seguendo una formula chimica che ne ha conservato l’aspetto esteriore in maniera talmente perfetta da farla sembrare ancora oggi addormentata.

Rosalia Lombardo, la bella addormentata di Palermo
(No machine-readable author provided. Maria lo sposo assumed (based on copyright claims)., Public domain, via Wikimedia Commons)
Rosalia Lombardo, la bella addormentata di Palermo

Autore di questo incredibile risultato fu un certo dottor Alfredo Salafia, amico del padre di Rosalia, chimico dell’epoca, e noto appassionato delle tecniche di imbalsamazione. Lo stesso che imbalsamò il corpo di Francesco Crispi.

Salafia, utilizzò una tecnica e un composto con una formulazione particolare, di sua recente messa a punto, che permise alla pelle della piccola di non rovinarsi nel tempo. Il risultato, ancora oggi, a 100 anni dal suo operato, è davvero sorprendente… una sorta di miracolo. Tanto da far meritare alla piccola Rosalia il soprannome di “Bella addormentata”.

Quando si parla di mummie si pensa subito a figure scheletriche e la mente va ai faraoni d’Egitto, ma Rosalia è un caso a parte che racconta l’amore di un padre nel modo più dolce possibile. La piccola era nata il 13 dicembre 1918, ma due anni dopo, il giorno 6 dicembre del 1920, la brutta malattia polmonare rese ogni cura inutile.

L’intervento del dottor Salafia

La famiglia della piccola Rosalia, immediatamente dopo il tragico evento, si rivolse al dott. Salafia, già noto per la sue capacità di mummificare i morti per rendere il loro corpo perfetto nel tempo.

Il risultato del processo di mummificazione, operato dal chimico sul piccolo corpicino, è ancora oggi osservabile presso le catacombe dei frati Cappuccini di Palermo, dove è conservato in un’apposita teca.

Per tutto questo tempo la formula del dott. Salafia è rimasta un segreto. Ma negli ultimi anni, il ritrovamento del suo vecchio quaderno degli appunti e gli svariati esperimenti di laboratorio portati avanti da un giovane ricercatore, il dott. Dario Piombino Mascali, hanno fatto luce sul mistero.

Dopo un lungo lavoro, i risultati della minuziosa ricerca del dott. Mascali hanno rivelato la composizione della formula chimica, e come la tecnica allora usata abbia potuto incredibilmente sconfiggere il tempo.

La piccola Rosalia si muove?

Un altro aspetto di questa vicenda, non di secondaria importanza, è che recentemente, grazie alle telecamere installate nel locale che accoglie la teca dove riposa Rosalia, è stato osservato che la piccola apre e chiude gli occhi almeno una volta al giorno.

Sul fenomeno si sono fatte diverse ipotesi e, ovviamente, c’è chi ha subito gridato al miracolo. Per la scienza ciò resta quasi inspiegabile ma, forse, questo accade a causa delle variazioni di umidità della stanza in cui si trova il piccolo corpicino mummificato.

Pur restando nel campo delle ipotesi, sta di fatto, che il risultato è un evidente movimento delle sue piccole palpebre.

Difficile stabilire la verità sul fenomeno. Di sicuro l’ottimo stato di conservazione della piccola, a distanza di oltre 100 anni dalla morte, è prova del pieno successo delle tecniche di mummificazione allora usate.
Ma… il mistero continua.

Dove si trova?


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