L’eleganza del ricciolo

L’eleganza del ricciolo (sulla sciarpetta rosanero).

Tra le pagine di Amici di Cara Palermo, torna a trovarci Pippo Montedoro, palermitano, attore, giornalista, scrittore, autore anche per il teatro. Personaggio vulcanico, poliedrico e brillante. Nella seconda metà degli anni ’60, con il pianista e attore Piero Costa e Daniela Gagliano diedero vita a una compagnia teatrale dal nome “Curò”…

Pippo, amico di Cara Palermo, oggi ci racconta un aneddoto dipinto con i colori della squadra del cuore.

Tifosi rosanero, l'eleganza del ricciolo
Tifosi rosanero. L’eleganza del ricciolo di Pippo Montedoro

La storia

Quando andavamo da dio in serie A,

Quando vivevo il salottino chiamato Curva Sud con un fracco di vecchi amici e con moltissimi nuovi compagni di stadio.

Quando si battevano i Gobbi per tre campionati di seguito: sei incontri fra andate e ritorni.

Quando Galliani non voleva più portarci il Diavolo (“sarà il caldo, sarà il pane c’a meusa” diceva “ma le buschiamo sempre”) però quella volta che si fece il giro di campo con patron Zamparini si prese applausi e non sputi dagli spalti, e quando e quando e, ancora, quando.

L'aquila rosaneo al Barbera
L’aquila rosaneo al Barbera

L’eleganza del ricciolo

Quando quel pomeriggio si vinceva tre a zero in casa contro la Sbiadita e trecento biancocelesti stavano nella gabbia degli ospiti non graditi – al contrario di molte altre tifoserie che si mescolavano serenamente alla nostra – e questi, in cattività nella voliera piena, ci cantarono un bardascio “come gli Ebrei; voi siete come gli ebrei”, fu esattamente.

Quando le quattro gradinate con o senza tettoie cominciarono di conseguenza a fischiare e, principalmente quando uno dei miei vicini abituali, un simpatico e gentile ragazzo di panificio dai boccoli castani che arrivavano a lambire la sciarpetta con l’aquila quella vera e non con quella della gabbia, mi chiese “Signor Pippo, ma che minchia di offesa sarebbe?!”.

Quando fu come se trentamila persone lo avessero sentito e si passò dai fischi a una risata stuzzicante: tutti gli ordini di posto contagiati dall’esplosione di buonumore che il ricciolo aveva provocato alla nostra fetta di Curva.

Sembrò una specie di “vaffanculo” ma gioioso e di classe. Forse, ho troppa fantasia. Vero?

Ma l’eleganza resta comunque.

A quando a quando…

Pippo Montedoro


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