Mamma Felicia, una mamma per tutte ❤️

Mamma Felicia, una mamma tra tante, una per tutte: la mamma di Peppino.

Felicia Bartolotta Impastato, mamma di Peppino Impastato, madre coraggio.

Mamma Felicia Impastato
Felicia Bartolotta Impastato, mamma di Peppino

Cinisi (Pa), 24 maggio 1916, in una famiglia di origini contadine, nasce Felicia Bartolotta.

Figlia di un dipendente comunale e di una casalinga, va promessa in sposa ad un uomo che non amava, riuscendo incredibilmente ad evitare questo “obbligo” che era frutto di un accordo tra le rispettive famiglie, come d’usanza.

Successivamente, nel 1947, sposa Luigi Impastato, un allevatore legato a gente di mafia e cognato dell’allora capomafia del paese, tale Cesare Manzella.

Da lui ebbe tre figli: Giuseppe (Peppino), Giovanni (morto in tenera età a causa di una malattia) ed un terzo figlio, chiamato anch’egli Giovanni.

Felicia e Luigi ebbero una convinvenza non proprio tranquilla che segnò da subito la vita coniugale della coppia.

Era il 1963 e Cesare Manzella viene trovato morto dentro alla sua auto, vittima di un attentato, frutto di quella continua guerra tra cosche per la conquista del predominio sul paese.

La lotta di Peppino

Fu proprio in quel periodo dopo la morte dello zio, che il figlio di Felicia, Peppino, cominciò la sua lotta contro le famiglie mafiose che controllavano la zona. E lo fece esponendosi in prima persona in una serie di azioni sempre più incisive e plateali. In questo, egli trovò il fermo disaccordo del padre Luigi.
Della storia di Peppino Impastato ne parlo a 👉questa pagina.

Il papà Luigi e don Tano Badalamenti

Luigi, in realtà, temeva per la vita del figlio che a causa delle sue denunce pubbliche si stava esponendo troppo. Aveva paura che il nuovo boss, Gaetano Badalamenti, detto Tano, nel frattempo succeduto al defunto cognato Cesare Manzella, potesse infastidirsi e ordinarne la morte.

Egli sapeva che dopo la morte del cognato Cesare, si sarebbe trovato “scoperto” su questo fronte: senza alcuna protezione.

Fu così che Luigi dovette anche “strategicamente” stringere i suoi legami di amicizia con il boss Gaetano Badalamenti.

D’altro canto Felicia, sapeva che l’amicizia del marito con don Tano, avrebbe in qualche modo garantito l’incolumità del figlio Peppino. I mafiosi tenevano molto ai patti di amicizia e fratellanza. Era una cosa risaputa.

Ma fu proprio in quell’anno, nel 1977, che Luigi, marito di Felicia morì in un misterioso incidente. Da quel momento la donna cominciò seriamente a temere per la vita del figlio continuando a ripetersi: “Figlio mio, chissà come ti finisce“.

Mamma Felicia Impastato
Felicia Impastato, madre coraggio

L’assassinio di Peppino

Era la notte del 9 maggio, e Peppino Impastato è stato assassinato. Ucciso da quei mafiosi che tanto strenuamente aveva combattuto. Il suo cadavere fu trovato dilaniato, accanto ai binari della ferrovia.

Per ben tre mesi dalla sua morte, incredibilmente, si disse che Peppino stava preparando un attentato.

Il processo contro gli assassini di Peppino

Dopo alcuni giorni di riflessione la donna, distrutta, decise di promuovere e costituirsi parte civile, nel processo contro gli assassini di suo figlio ma, per farlo, fu costretta a rompere definitivamente tutti i legami con i parenti del marito defunto i quali, in tutti i modi, cercarono di evitare che si percorresse la strada della giustizia.

Nell’aula giudiziaria, durante il processo contro Badalamenti e i suoi sodali, dopo oltre 20 anni di rinvii e vari stop, Felicia con il dito puntato contro l’imputato Badalamenti e con voce ferma, lo ha accusato di essere il mandante dell’omicidio di suo figlio Peppino.

Felicia ha sempre ripetuto: “non cerco vendetta ma giustizia!“.

Le sentenze di condanna

Il 5 marzo del 2001, la Corte di Assise, ha condannato Vito Palazzolo (vice di don Tano) a 30 anni di reclusione. Mentre il boss, Gaetano Badalamenti, è stato condannato all’ergastolo, con sentenza definitiva, solo il successivo 11 aprile del 2002.

L’inchiesta della Commissione Antimafia

Infine, la commissione parlamentare antimafia al termine di un’inchiesta avviata sul caso, ha depositato una relazione in cui si affermava che gli stessi carabinieri e i magistrati avevano depistato le indagini.

L’anziana mamma Felicia, appresa la notizia, commentò con queste parole: “Avete risuscitato mio figlio“.

Felicia, madre coraggio, aveva finalmente ottenuto giustizia.

Felicia ci ha lasciati il 7 dicembre del 2004, all’età di 88 anni, con il cuore spezzato ma… in pace.

Ciao Felicia, Tu ormai sei al di la del muro d’ombra e la tua morte è pace.
I vivi imparino a viverla, la Pace.

Auguri mamma, ovunque tu sia ❤️

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