Il ritratto di fratel Biagio

Il ritratto di fratel Biagio – Chi è Biagio Conte? E’ un missionario laico. Non è un prete, nè un frate, e non ha a che fare con la chiesa. Nato a Palermo nel 1963 è un uomo come tanti, ma che ad un certo punto della sua vita decide di rinunciare a tutto, per dedicarsi esclusivamente ad aiutare chi soffre.

Oggi non vi parlerò di Palermo, ma di un palermitano. Vi parlerò di un uomo, un grande uomo, che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere personalmente.

Biagio Conte: una vita dedicata a chi soffre ed al prossimo.

Ultimo tra gli ultimi, si è trasformato in uno di loro vivendo per strada accanto ai poveri, ai senza tetto, ai bisognosi.

La storia

Figlio di imprenditori edili, a 16 anni abbandona la scuola per cominciare a lavorare nell’impresa di famiglia. Fino a quando, nel 1983, a causa di una profonda crisi spirituale si allontana da Palermo e va a vivere a Firenze.

Negli anni ’90 torna in Sicilia, dove trascorre un periodo di ritiro a vita eremitica tra le montagne dell’entroterra. Successivamente decide di fare un viaggio a piedi fino ad Assisi: esperienza che lo porterà ad un incontro spirituale con il messaggio e gli insegnamenti di San Francesco.

La sparizione

Da quel momento, di lui, si perde ogni traccia. Si occuperà di Biagio e della sua scomparsa anche il programma televisivo “Chi l’ha visto?” a cui i familiari si erano rivolti, nella speranza di ritrovarlo.

Rintracciato, scusandosi, Biagio torna dai suoi genitori a Palermo ma annuncia loro l’intenzione di volersi recare presto in Africa come missionario.

L’inaspettato

Ad un certo momento, quando già programmava la sua missione in Africa, succede l’imprevisto: Biagio si rende conto che la sua città ha bisogno di lui. Hanno bisogno di lui i poveri, gli ultimi, che in tanti soffrono a pochi passi da casa sua.

Fratel Biagio si rende conto ben presto che anche Palermo ha bisogno della sua Missione e comincia con il portare conforto ai tanti senza tetto che occupano il porticato della stazione centrale.

Li, nelle notti trascorse tra quei portici, in compagnia degli ultimi, comprende che deve fare qualcosa di concreto per loro.

La Missione di Biagio

Fratel Biagio inizia così la sua Missione, battendosi disperatamente con la forza della fede, della disobbedienza civile e del digiuno, grazie ai quali ottiene dalle istituzioni cittadine alcuni locali in via Archirafi, dove con grande sacrificio e l’aiuto di tantissimi volontari, nel 1993, fonda la Missione di Speranza e Carità.

Biagio riesce così a dare riparo e sostentamento a circa 200 persone bisognose.

La guarigione

Nel 2014, dopo aver passato alcuni anni costretto su di una sedia a rotelle a causa delle spossanti fatiche che gli hanno prodotto lo chiacciamento di alcune vertebre, al ritorno di un viaggio a Lourdes riesce miracolosamente a rimettersi in piedi, e torna a combattere per strada, accanto ai suoi poveri.

L’ennesima protesta

Nel 2018, dopo la morte di alcuni clochard per le strade della città, decide di fare qualcosa e comincia un altro sciopero della fame sotto al porticato del palazzo delle poste centrali, dove va a vivere in un cartone.

Riesce nel suo intento, perchè i suoi sforzi vengono ricompensati con la concessione di altri spazi, in via Decollati, dove comincerà ben presto ad accogliere ed aiutare altri bisognosi.

Nel 2019 fratel Biagio si rimette in cammino percorrendo più di mille chilometri a piedi con destinazione Strasburgo, dove consegna all’allora presidente del Parlamento Europeo, il compianto David Sassoli, una lettera il cui significato si riassume nelle seguenti parole:

Una giusta e stabile società non può lasciare indietro i più deboli; è nostro dovere soccorrere chi si trova in difficoltà. Attenzione! Ogni autorità e ogni cittadino ha il dovere di soccorrere e di aiutare il suo simile “prossimo”. Ogni uomo e donna è da rispettare, ha diritto di mangiare, di una casa, di un lavoro, vale per ogni emarginato, emigrante, immigrato, profugo.

Oggi la Missione di Speranza e Carità ha in carico circa 1.000 persone e fratel Biagio, con enormi difficoltà, quasi sempre nell’ombra, continua ancora e ininterrottamente ad occuparsi di loro.

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