Franca Florio: la bellezza, l’eleganza

Franca era figlia del barone Jacona della Motta di San Giuliano e Costanza Notarbartolo di Villarosa, famiglia di aristocratici siciliani; ancorchè moglie di Ignazio Florio Jr, che sposò a vent’anni nel 1893.

Ritratto di Franca Florio a vent'anni
(Ettore De Maria Bergler (1850-1938), Public domain, via Wikimedia Commons)
Ritratto di Franca Florio a vent’anni
(Ettore De Maria Bergler (1850-1938), Public domain, via Wikimedia Commons)

La storia

In un primo momento il loro matrimonio fu in qualche modo ostacolato dai genitori di lei, a causa dalla fama di donnaiolo che correva sul nome del giovane Ignazio.

Franca Florio (a sx) e i suoi genitori: i baroni della Motta di San Giuliano
Donna Franca Florio e i genitori_baroni della Motta_

Ma alla fine i due convolarono a nozze e Franca entrò a pieno titolo a far parte della prestigiosa e ricchissima famiglia dei Florio.

La prole di Franca e Ignazio

Così ebbero cinque figli: Giovanna, Ignazio Infante, Igiea Costanza, Giacobina e Giulia, tre dei quali persi in tenera età, e tra questi l’unico maschio.

La vita mondana

Franca divenne subito l’animatrice della bella epoque cittadina, subito accolta nel cuore dei Palermitani e della – società – come la “Regina di Palermo” entrando anche nelle grazie del Kaiser Guglielmo II che la soprannominò Stella d’Italia.

Ma Franca Florio fece perdere la testa a molti potenti e uomini in vista dell’epoca, tra i quali il poeta Gabriele D’Annunzio che la definifa “l’Unica” e lo stesso Kaiser, che se ne innamorarono.

Donna Franca Florio
(Hermann Clemens Kosel, Public domain, via Wikimedia Commons)
Donna Franca Florio
(Hermann Clemens Kosel, Public domain, via Wikimedia Commons)

Donna Franca ha svolto un importantissimo ruolo negli affari del marito. Grazie alle sue doti che non erano solo bellezza fisica e/o apparenza, ma una mente aperta, lungimirante, di grande senso pratico e non ultima dote: la sua bontà d’animo.

La bellezza e l’eleganza

Di lei e del suo buongusto si parlava in ogni salotto buono italiano e internazionale. Donna Franca fu una persona apprezzatissima da tutti e, com’è ovvio, invidiatissima.

Si parlava di lei, dei suoi abiti, come dei suoi modi eleganti e dei suoi gioielli, la cui collezione, a detta di molti era paragonabile a quella della regina Margherita. Tra queste spiccava una collezione di perle di Cartier, dal valore inestimabile.

In occasione dell’inaugurazione del Teatro Massimo, si rappresentava il “Falstaff” di Verdi, ma gli sguardi e l’attenzione di tutti i presenti alla prima erano rivolti a lei: donna Franca. Fu lei lo spettacolo quella sera, elegantissima, con una mise assolutamente favolosa.

Nel 2019, allo stand Florio di Palermo si è tenuta un’esposizione di fotografie della collezione privata della famiglia Florio, dove donna Franca spiccava per la sua naturale eleganza.

Il ritratto discusso

In un dipinto, realizzato da Giovanni Boldini nel 1924, appare un’elegantissima Franca Florio indossare un abito fasciato nero con le braccia e caviglie scoperte e una vistosa scollatura.

Ritratto di Franca Florio realizzato da Giovanni Boldini
(Giovanni Boldini, Public domain, via Wikimedia Commons)
Ritratto di Franca Florio – 1924
(Giovanni Boldini, Public domain, via Wikimedia Commons)

Ma si dice che questo ritratto, all’epoca, sembrò particolarmente audace, al punto che il Boldini fu incaricato da Ignazio Florio di realizzarne altre versioni “più caste”, coprendo stavolta alcune parti.

Altra versione del ritratto di donna Franca realizzata dal Boldini
(Giovanni Boldini, Public domain, via Wikimedia Commons)
Foto della versione originale del ritratto di donna Franca (Venezia, 1903)
(Giovanni Boldini, Public domain, via Wikimedia Commons)

In realtà, questa tesi, viene parzialmente smentita dall’analisi della tela ai raggi X, che certifica trattarsi di un unico dipinto sul quale sono presenti successivi interventi, il cui risultato, oggi arrivato sino a noi, era stato considerato erroneamente la prima versione dell’opera. Di fatto, a testimonianza della versione esposta nel 1903, (la prima) oggi ci giunge solo una fotografia, ovviamente in bianco e nero.

I risultati delle analisi

Da una nota dell’ANSA Palermo, del 23 aprile 2017, si apprende dell’esito delle analisi ai raggi X condotte dal laboratorio tecnico scientifico dell’Università La Sapienza, che rilevano l’esistenza di alcuni strati di pittura sottostanti a quello visibile.

In pratica si tratta di 3 livelli di pittura, tutti realizzati da Boldini dal 1901, in particolare quello che ritrae donna Franca Florio con un abito nero la cui gonna era molto “ricca”: versione esposta alla biennale di Venezia del 1903.

Mentre lo strato visibile pare sia stato realizzato, sempre dal Boldini, in 2 successive fasi di epoche diverse, probabilmente l’ultima nel 1920, con le quali, di volta in volta, ha apportato ulteriori modifiche, “scoprendo” alcune parti, come le caviglie.

Ma altre fonti riportano questa versione dei fatti:

La signora era appena andata via dal suo studio e Boldini decise di farsi prendere la mano dalla fantasia. Rifece il ritratto di donna Franca, non castigato come il marito gli aveva commissionato, ma come la sua bellezza meritava: lunghe gambe coperte da calze nere e le giarrettiere a tenerle su.
Quel giorno, sul suo diario, Boldini appuntò: “Giornata memorabile”.

Comunque sia andata, la tela non è mai stata riscattata da Ignazio Florio probabilmente a causa delle vicissitudini finanziarie. Così il maestro Boldini la vendette al Barone Rothschild.

I passaggi di mano del ritratto di Franca Florio

Nel 1995 il dipinto, battuto da Christie’s, è stato acquistato per 800.000 euro dalla Società Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone, proprietario di diversi alberghi di lusso, tra i quali la Villa Igiea di Palermo.

Ma a causa della liquidazione della società, nel 2017 il ritratto di donna Franca è stato rimesso all’asta, suscitando stavolta l’interesse di personaggi come Nello Musumeci n.q. di Presidente della Regione Sicilia che ne promosse l’acquisto da parte del governo regionale, allo scopo di farlo rientrare a Palermo, e di Vittorio Sgarbi.

Alla fine, il dipinto è stato aggiudicato per la cifra di 1.133.000 euro, dai marchesi Marida e Annibale Berlingieri.

Così la tela è stata esposta nel 2018 presso villa Zito, e i marchesi Berlingieri, attuali proprietari del dipinto, pare abbiano mostrato la volontà di realizzare una nuova esposizione presso il palazzo Mazzarino di Palermo.

Franca Florio è morta a Migliarino Pisano, presso la tenuta della figlia Igiea, nel novembre del 1950. Oggi riposa a Palermo, nella cappella di famiglia, presso il cimitero di Santa Maria di Gesù.

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