La vecchia stazione di posta

Della Stazione di Posta di Palermo ormai non resta nulla. Solo qualche frammento della sua storia è riuscito a sopravvivere al tempo, pur percorrendo in bilico l’orlo di quel dimenticatoio che tutto ingoia, senza lasciare traccia.

Vi sarà certamente capitato di recarvi a piazza Indipendenza, passando dal Corso Alberto Amedeo. Bene, se non lo avete fatto in auto, avete avuto la possibilità di ammirare un particolare che sta sopra l’ingresso di alcuni negozi, i quali hanno sede in un edificio che fa angolo con il corso calatafimi. Quella era la stazione di posta. Parliamone.

Antica stazione di posta - Palermo
Antica stazione di posta – Palermo

La notizia che secoli fa, in quel luogo, vi fosse una Stazione di Posta ha innescato in me quella fame di sapere che si placa solo dopo aver conosciuto la storia e saziato la curiosità.
Purtroppo, mi sono accorto che è incredibilmente difficile riuscire a reperire documentazione riguardante questa specifica attività, che lì aveva luogo agli inizi dell’800.

Ad ogni modo, dopo non semplici ricerche, sono riuscito a recuperare alcuni frammenti della sua storia, che ovviamente ho tentato di ricucire insieme. Diciamo che ho ottenuto giusto l’indispensabile per scriverci un post, come si dice a Palermo: “senza sapiri nè lieggiri nè scriviri“. Accontentiamoci di questo. Almeno per il momento.

La storia

L’edificio risale alla seconda metà del ‘700, probabilmente costruito sui ruderi di un preesistente “fondaco” (magazzino ndr), facente parte della bottega di un fabbro. Di questo primo impianto si hanno tracce già in alcune planimetrie di Palermo, risalenti al ‘600.

Nel 1773, si ha notizia di alcuni lavori di rifacimento dell’intero fabbricato, poi, nessun’altra notizia di rilievo, almeno fino ai primi anni dell’800.

Le diligenze e i postini a cavallo

Nel 1818 viene stabilito in quel luogo, posto immediatamente fuori le mura della città ed all’inizio dello stradone per Monreale, il capolinea per il servizio postale verso Partinico e Trapani. Servizio che in quegli anni veniva assicurato da mezzi e corrieri a cavallo (quando, addirittura, non a dorso di mulo), che si organizzava con il cambio degli animali, in stazioni intermedie dette “rilievi”; e non in “staffette”, come facevano ad esempio i ben più famosi Pony Express d’oltre oceano (con le ovvie proporzioni circa le distanze da percorrere). Allo stesso modo si assicurava il servizio di “corriere” verso Messina e Catania.

Dalle corrispondenze dell’epoca di poco precedente, si legge (a.d. 1777): “Si procede da Trapani per Palermo via terra, con una carovana di cinque muli, uno per me stesso, uno per il cameriere, uno per la guida, due per i bagagli e vettovaglie. […]”
In considerazione del pessimo stato delle trazzere da percorrere, questo passo restituisce una vaga idea dei disagi cui si andava incontro, in quel periodo, affrontando tali viaggi.

Un trafficato capolinea

L’attuale Piazza Indipendenza, allora nota come Piano di Santa Teresa, divenne per alcuni anni l’equivalente di un moderno capolinea. Su questa confluivano anche le diligenze (corriere) provenienti dai paesi sparsi lungo la costa tirrenica. Queste ultime potevano ripartire per la loro destinazione finale dopo avere cambiato i cavalli già stanchi, con altri freschi, forniti dalla vicina stazione di posta che svolgeva anche questa funzione.

La stazione di posta

Il complesso era costituito da svariati locali con abbeveratoi per gli animali ed alcuni alloggi, dove potevano riposare quei viaggiatori avventurosi che giungevano a Palermo in tarda sera, o durante la notte. Lì si trascorreva il tempo in attesa (la posta) che aprissero le porte della città; nel nostro caso, il varco più vicino: la cosiddetta porta Nuova. Oppure, il momento giusto per proseguire il viaggio verso altre mete (coincidenze).

Il significato del termine “posta”

E’ sempre bene tentare di capire il significato delle parole, questo ci aiuta enormemente nella comprensione di ciò che ci circonda. In questo caso, l’utilizzo del termine “posta” proviene da: “postura di luogo, sito“. O meglio: “Luogo assegnato per fermarsi ed attendere. Particolarmente stazione di cavalli, posta di distanza in distanza per servizio viaggiatori; e perche in queste stazioni si consegnavano le corrispondenze. Così “Posta” indicò l’Ufficio delle Lettere, l’edifizio in cui questo si trova… e in generale quel pubblico istituto con cui lo Stato serve alle corrispondenze dei cittadini […].” Tratto dal dizionario etimologico.

Il declino

Ma ecco che dopo un periodo di fervida attività succede qualcosa. In quegli anni avvenne un cambiamento epocale che, a fronte dell’innovazione tecnologica, mandò in pensione i vecchi sistemi collaudati da tempo. A causa di ciò l’attività della stazione di posta andò in decadenza.

Nasce la ferrovia

Era l’avvento del treno e, nel nostro caso, la costruzione della ferrovia Palermo – Castelvetrano – Trapani, realizzata nel 1876. Si trattava di un mezzo efficiente e veloce che ha posto la parola fine a quei sistemi a trazione animale, fino ad allora utilizzati per lo spostamento di merci e di persone, ormai resi obsoleti. Il futuro era già arrivato in questa zona della Sicilia, e lo aveva fatto attraverso i binari del treno e gli sbuffi delle prime locomotive a carbone. Con queste, le distanze e i tempi di percorrenza si accorciarono enormemente.

La trasformazione dell’edificio

Ecco quindi, che il complesso, venuto meno lo scopo cui era destinato, viene trasformato prima in abitazioni e, successivamente dopo alcuni lavori di sopraelevazione e soppalcatura, in singole botteghe.

Stazione di posta a porta nuova
Ex Stazione di Posta a porta nuova

Grazie alle foto d’epoca, si ha certezza dell’esistenza di ben due edifici gemelli, presumibilmente destinati allo stesso scopo. Come si evince dalla foto, gli ingressi di entrambi erano tutti abbelliti con pannelli lignei decorati con dei bassorilievi (foto in alto).

Successivamente, come già detto, ecco avvenire la trasformazione completa. Si nota pure la vistosa differenza di uno dei due edifici (quello più vicino a porta Nuova) che adesso appare di aspetto diverso. Probabilmente modificato con l’apporto di balconi, prima inesistenti (foto in basso).

Stazione di Posta nel 1903
Ex Stazione di Posta nel 1903

Di ciò si ha documentazione fotografica realizzata da Incorpora, già anticipata di qualche anno dalle foto di Giorgio Sommer.

I bassorilievi con i putti

Ancora oggi, nei prospetti dell’edificio superstite, che danno su corso Calatafimi e corso Alberto Amedeo, sono visibili i sette sopraporta che sormontano altrettanti ingressi. Su di questi, spiccano dei pannelli in legno dell’epoca, con bassorilievi di gusto serpottiano, raffiguranti puttini che sono intenti a giocare con vari animali (agnelli, cani, colombe e cigni). Si tratta di gioielli dell’ebanisteria siciliana, databili presumibilmente alla fine del ‘700.

Antica stazione di posta - Palermo
Antica stazione di posta – Palermo

Purtroppo, queste vere opere d’arte, sentono tutto il peso degli anni, e malgrado un intervento, purtroppo tardivo di restauro, eseguito alcuni anni fa, versano in uno stato non certo brillante.

Come se non bastasse, qualche tempo fa si è assistito al crollo di parte del cornicione dell’edificio, i cui frammenti, staccatisi rovinosamente dalla sede, hanno sfiorato alcuni passanti.

Oggi, come visibile dalle foto, non resta nulla a testomoniare quella vecchia attività della stazione. Le vetrine dei negozi ricoprono buone porzioni delle facciate e, dei putti, resta solo qualche frammento che ne lascia solo immaginare la bellezza di un tempo.

Dove si trova?


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