Le catacombe paleocristiane

Le catacombe paleocristiane si trovano nei pressi della ex Porta D’Ossuna, in ambienti ipogei scavati a mano nella calcarenite del sottosuolo palermitano. Costituiscono uno tra i luoghi più significativi dei primi secoli del Cristianesimo in Sicilia.

Catacombe del cimitero paleocristiano di Palermo
Uno dei cunicoli del cimitero paleocristiano scavato nella calcarenite. Lungo le sue pareti sono ancora individuabili le nicchie funerarie. (© Angelo Trapani)

La storia

Si tratta di un vasto cimitero sotterraneo del IV secolo d.C. del quale, a dire il vero, ancora oggi in tanti ne sconoscono l’esistenza.

In pratica un vero dedalo di gallerie e cunicoli millenari, che furono luogo di sepoltura della prima comunità cristiana della Panormus romana, e luogo perfetto per la nascita di miti e leggende.

Prima tra tutte quella dei Beati Paoli che, secondo il Natoli, utilizzavano le gallerie del grande cimitero ipogeo per spostarsi agevolmente e riunirsi in gran segreto nella “camera dello scirocco” di vicolo degli Orfani, al Capo.

In epoca bellica, durante i bombardamenti del 1943, le lunghe e intricate cavità sotterranee che lo costituiscono vennero addirittura usate come improvvisato, quanto inefficace, rifugio antiaereo.

Il cimitero

L’ingresso all’articolato del complesso si trova al civico 110, del centralissimo corso Alberto Amedeo, a Palermo.

L’ingresso ai cunicoli del cimitero paleocristiano di Porta D’Ossuna, alcuni metri sotto al piano stradale. (© Angelo Trapani)

Questo è preceduto da un vestibolo con una scalinata che ne permette l’accesso attraverso un cancello in ferro, giusto un paio di metri sotto il livello stradale del corso.

La catacomba è articolata in diversi corridoi perpendicolari dove, scavati nelle pareti, trovano posto loculi e cubicoli che all’epoca accoglievano i resti delle salme.

Catacombe del cimitero paleocristiano
Parte dell’intricato labirinto che costituisce l’antico cimitero (© Angelo Trapani)

Le pareti erano un tempo dipinte ma, oggi, restano soltanto alcune tracce di intonaco a coprire parzialmente la gialla calcarenite nella quale il complesso è interamente scavato.

Alla sua scoperta nel XVIII secolo fu rinvenuta un’antica iscrizione funeraria per una bambina, che è conservata presso il Museo archeologico Salinas.

La parte visitabile del sito è ciò che resta di una rete di cunicoli molto più vasta e complessa che si presume poteva essere direttamente collegata con la “camera dello scirocco” del vicolo Degli Orfani, al Capo.

Le visite al sito

Il luogo è visitabile a gruppi solo su prenotazione ma, molto spesso, in occasione di eventi particolari viene aperto per brevi periodi alla pubblica fruizione.

Le visite alla struttura ipogea sono assicurate da guide specializzate messe a disposizione dal Comune o da alcune associazioni locali.

Ho avuto modo di visitare e fotografare questo posto nell’ormai lontano 2011, in occasione di una sporadica sua apertura, dopo la messa in sicurezza e non so quanti anni di lungo oblio alle spalle.

Il prof. Tullio ci parla del cimitero Paleocristiano

Dove si trova?


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