Le tre ciminiere della Quattroventi

Le ciminiere della centrale ENEL Quattroventi, fino ai primi degli anni ’80, non passavano certo inosservate. Passeggiando per via Crispi, ma anche dai quartieri limitrofi, era impossibile non notarle. Io le vedevo addirittura dalla parte alta di via La Farina, svettare in lontananza dietro alle palme di piazza Antonio Mordini (piazza Croci).

La centrale ENEL Quattroventi
La centrale ENEL Quattroventi in via Crispi – Palermo, 1980

Le tre ciminiere, alte ben 60 mt, facevano già parte del primo nucleo della vecchia centrale, alimentata a carbone, per la produzione di energia elettrica. Era un centro di produzione dell’energia per la città, denominato Alessandro Volta.

La storia

Il primo impianto, realizzato nel 1899 insisteva nell’area adiacente ad uno dei moli del porto di Palermo, il cosiddetto “Quattroventi“.

Alla fine della seconda guerra mondiale, danneggiata dai bombardamenti, dopo un processo di ristrutturazione la centrale tornò a funzionare. Questo almeno fino al 1952, quando cioè fu sostituita, sempre nella stessa sede, dalla nuova centrale elettrica chiamata Quattroventi, visibile in foto.

Quest’ultima vantava impianti più moderni ed una maggiore capacità produttiva di energia, commisurata ai nuovi e sempre maggiori fabbisogni della città in forte espansione.

Il treno nei pressi del porto di Palermo - 1955
Il treno a carbone in via Crispi e le tre ciminiere

Nella foto qui sopra, oltre alle tre ciminiere, si nota pure una locomotiva a carbone attraversare la via Crispi. Quest’ultima percorreva la vecchia linea ferroviaria Palermo centrale – Porto di cui abbiamo parlato in precedenza in un articolo dedicato.

Da quel momento, dopo alcuni anni di intensa attività, percepibile dai lunghi pennacchi di fumo nero che erano emessi continuamente dalle ciminiere, l’impianto subì un lento declino fino ad arrestarsi. Così, per ragioni volute dal piano di razionalizzazione dell’Ente, si innescò una parabola discendente che culminò con il trasferimento delle macchine utilizzate per la produzione, presso altre sedi.

La dismissione della centrale

Dopo il lento processo di dismissione si decretò la definitiva cessazione d’uso, anche come semplici locali magazzino, cui era effettivamente ridotto l’impianto nell’ultimo periodo.

Infine, con atto di compravendita, in data 10.09.1982, l’Ente Autonomo del Porto (oggi AdSP Mare di Sicilia Occidentale) ne acquisì la proprietà.

Nel 1984, ormai inutilizzato da tempo, ciò che restava della struttura ricadde nel progetto di ampliamento dell’area portuale dedicata al deposito ed alla movimentazione dei containers.

Il complesso industriale, aveva una superficie totale di 37.760 mq, e ne contava circa 1.500 mq coperti da tre palazzine. Tra l’ Agosto 1984 ed il Maggio 1985, l’intera struttura è stata abbattuta con l’esplosivo, assieme alle sue tre alte ciminiere. Uno spettacolo inusuale cui assistettero moltissimi palermitani, ovviamente da debita distanza.

La sequenza fotografica completa della demolizione

La spettacolare demolizione è realizzata con alcune scenografiche successioni di brillamento di numerose micro cariche esplosive.

Dapprima toccò ai basamenti delle vecchie turbine, quindi alle strutture del corpo centrale e, successivamente (circa una settimana dopo), fu il turno delle tre alte ciminiere.

Poi, un lungo lavoro di sgombero dalle macerie liberò l’area, ancora oggi utilizzata dall’Ente Porto per le sue attività.

Lo spettacolo della demolizione fu ripreso a suo tempo da molti tra fotografi e cineamatori, grazie al cui lavoro, oggi possiamo godere delle immagini che testimoniano l’evento.

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